
Si chiude con la crono Rho- Milano il 94° Giro d’Italia che incorona Contador per la seconda volta in carriera.
Millar, lo specialista britannico della Garmin-Cervelo, vince la tappa in 30′ 13” con 7” su Rasmussen (HTC-Highroad) e 36” su Contador.
Lo spagnolo controlla i distacchi lungo tutto il percorso e entra in piazza Duomo a braccia levate per la passerella finale.
L’attesa era tutta per il duello Nibali-Scarponi, in lotta per il secondo posto. Il siciliano della Liquigas prova a dare tutto ma rosicchia all’avversario solo 10”, insufficienti a portarlo alla piazza d’onore nella generale.
José Rujano, uomo classifica della Androni-CIPI, se la cava egregiamente in una specialità non proprio adatta alle sue caratteristiche e chiude a 2′ 25”, con un ottimo settimo posto in classifica generale. Il team di Gianni Savio conclude così un Giro d’Italia veramente positivo. Grazie, ragazzi!
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Ordine di arrivo:
1) Kiryenka
2) Rujano
3) Rodriguez
Contador controlla le fughe, amministra i distacchi e si prepara al trionfo di domani.
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Paolo TIRALONGO (Foto Gazzetta)
È Paolo Tiralongo (Astana) il vincitore della 19° tappa. L’arrivo in salita di Macugnaga vede Contador, secondo al traguardo, aiutare l’amico ed ex gregario incrementando il proprio vantaggio in classifica generale sugli inseguitori. Terzo Nibali, che precede Gadret, Rodriguez e Krijswijk.
La pronosticata fuga si concretizza al Km 42 e cresce fino a oltre i 12′ di distacco; sull’ascesa al Mottarone comincia il recupero degli inseguitori poi, poco dopo il traguardo volante di Ornavasso, la caduta che spezza in due il gruppone e costringe Pinotti e Lewis al ritiro.
Pineau e Rabottini, in fuga da 3 ore e 40, vengono ripresi dal gruppo, poi è Tiralongo che prova l’allungo. Quando sembra che il suo tentativo stia rientrando Contador si stacca da tutti e, raggiunto il suo ex-gregario, lo prende a ruota e lo porta alla sua prima vittoria da pro.
Poco felice la tappa per l’Androni-CIPI che vede i propri venezuelani coinvolti nella caduta. Rujano riesce a rientrare nel gruppo ma paga lo sforzo e sulla salita non riesce a tenere il passo dei migliori e scivola 10° in classifica generale. Confidiamo che domani i due scalatori abbiano recuperato per poter affrontare al meglio le salite al Sestriere.
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Eros CAPECCHI (Foto Gazzetta)
È Eros Capecchi (Liquigas) il quarto italiano a vincere una tappa nel Giro del 150° dell’Unità. Il corridore di Castiglione del Lago è tra i quindici che riescono a staccarsi per primi al Km 98.
Con Pinotti (HTC-Highroad – secondo all’arrivo) e Seeldrayers (Quickstep) sulla salita del Ganda allunga sul gruppo che non vuole disperdere energie e chiude infine la volata di una frazione corsa oltre i 45 Km/h di media.
Il gruppo degli uomini di classifica lascia fare regalando poco più di 6′, senza alcuna variazione nelle prime 10 posizioni della generale.
Il team Androni-CIPI, fallito il tentativo di fuga per Vicioso, preferisce mantenere i propri uomini a contatto della maglia rosa.
I 209 Km di domani da Bergamo a Macugnaga (arrivo in salita, GPM di 3a cat.) sono interrotti dal Mottarone, che potrà fare selezione sia in salita che nella discesa verso Omegna.
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BettiniPhoto©2011
Al termine dei 230 Km arriva la polemica sul traguardo di Tirano, dopo una tappa molto veloce con la fuga preannunciata che parte da lontano e resta viva fino alla fine.
Visconti (Farnese-Neri) vince la volata finale, ma toglie le mani dal manubrio e le usa con Ulissi (Lampre) che sembra stringerlo.
Il campione italiano si sente chiuso contro le transenne, spintona l’avversario e viene retrocesso al 3° posto, lasciando la piazza d’onore allo spagnolo Lastras (Movistar); polemica a distanza tra i due italiani su presunti comportamenti scorretti già durante la fuga.
Il gruppo maglia rosa arriva a 2′ 59” e l’unico balzo in classifica generale lo fa Sivtsov che ritorna quinto scavalcando anche Rujano.
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Ordine di arrivo della Belluno-Nevegal:
1) Contador (nella foto, all’arrivo)
2) Nibali
3)
Scarponi
Ottimo quarto il nostro Josè Rujano, della Androni-CIPI.
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Il trittico dolomitico si conclude con quella che da più parti era stata definita “la tappa più dura dell’anno”: cinque GPM di cui 3 di prima categoria e la Cima Coppi (posta ai 2236 mt del Passo Giau), per 229 Km da Conegliano al Rifugio Gardeccia in Val di Fassa.
Vince Nieve (Euskaltel-Euskadi) che scala la classifica generale risalendo fino al quarto posto; buon secondo uno Stefano Garzelli (Acqua & Sapone) di altri tempi, protagonista della fuga sul Giau e che viene raggiunto dallo spagnolo solo ai piedi dell’ultima rampa. Contador chiude terzo confermando di esserci, di sapersi amministrare e di saper gestire le alleanze nella giornata in cui gli italiani (Scarponi e Nibali su tutti) le provano tutte per tenere ancora aperta la corsa rosa.
Ancora una buona prestazione per l’Androni-CIPI, con Sella a lungo protagonista della fuga da lontano e con Rujano, sesto al traguardo, che recupera dallo sforzo del Grossglockner e risale la classifica generale.
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Ecco il link al video della riunione tecnica Androni-CIPI:
- http://video.gazzetta.it/fughe-attacchi-strategie/d09bf23c-82d2-11e0-b152-40231cf1af7e
Buona visione!
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L’ultima tappa per velocisti, 184 Km di piatta assoluta tra Castelfidardo e Ravenna, si risolve come da pronostico con un arrivo in volata condizionato però da una caduta agli ultimi 1.400 mt che spezza il gruppo. Tra gli attesi di giornata – oltre ai soliti Cavendish, Petacchi, Ventoso, Belletti - anche Ferrari della Androni-CIPI, fin qui ben comportatosi in tutte le occasioni alla sua portata.
Ci si aspettava la “bella” tra Cavendish e Petacchi, fermi sull’1-1 nel loro duello personale, e così è stato; la “Palla di Cannone”, ottimamente supportato dai suoi dell’HTC fino agli ultimi metri, la spunta sullo spezino della Lampre che viene superato all’arrivo anche da Apollonio (Sky Procycling). Sempre presente Roberto Ferrari (Androni-CIPI), ormai abbonato al quarto posto.
Come già in occasioni precedenti la fuga parte da lontano (in omaggio al Premio della Fuga…) e già al km 5 sono quattro i fuggitivi che cercano gloria. Il gruppo lascia fare e i quattro accumulano fino a 3′ 22” ai -100, poi comincia la lenta rincorsa che fa scendere il distacco sotto il minuto a -20 e ricompatta tutti ai -11 Km dall’arrivo.
Si avanza ad alta velocità per i lunghi viali di Ravenna fino all’ultimo curvone, quando proprio il nostro Ermeti – ottimo fin lì il suo supporto a Ferrari – finisce lungo contro le transenne all’ingresso del rettilineo finale, spezzando il gruppo e lasciando in volata una quindicina di corridori. Tra questi Renshaw e Rasmussen (HTC-Highroad) che portano il loro capitano a tagliare per primo il traguardo. La classifica generale non risente di variazioni significative: Contador resta in rosa, ancora ottavo il nostro Serpa.
L’ottima conduzione di gara della Androni-CIPI risente purtroppo dell’incidente occorso a Ermeti, che con De Marchi era in ottima posizione per aiutare al meglio Ferrari; ciononostante il team di Savio e Bellini resta alla testa della classifica generale SuperTeam e mantiene la seconda posizione (15” di distacco dall’Astana) nella classifica FastTeam.
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